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Archeometria: la scienza al servizio dell'archeologia

"Archeometria": una parola che può incutere un certo timore reverenziale, come tutte quelle che in qualche modo hanno un riferimento alla scienza. E questa lo è, eccome! L'archeometria è una branca dell'archeologia ed è, in soldoni, la scienza di datazione applicata a materiali archeologici, storici, e più in generale artistici.

In breve si può dire dell'archeometria che anche se si pensa di non conoscerla affatto, in realtà la si frequenta spesso... soprattutto se si ha familiarità con il concetto di datazione al carbonio-14, diventato famoso grazie a film, libri e serie tv.

Quella tecnica particolare (che serve a datare ossa di ominidi così come fossili, alberi monumentali e tanto altro) è proprio rappresentativa dell'archeometria, che con le sue analisi interviene prima che arrivi il lavoro del "restauratore" (in senso lato) perché identificando i materiali e il grado di distruzione può permettere a chi interverrà successivamente di preservare tessuti senza degradarli ulteriormente.

I casi italiani: Oetzi e Pompei

Un caso recente dell'importanza del lavoro archeometrico risale all'intervento sulla mummia del Similaun, il cacciatore ritrovato fra i ghiacciai delle Alpi Venoste: nel suo caso si è riusciti anche a risalire al suo ultimo pasto, mantenendo al sicuro il suo corpo che rischiava di distruggersi al caldo del Ventunesimo secolo. E ancora, negli scorsi mesi gli "archeoscienziati" si sono occupati di datare alcuni alimenti trovati nei nuovi scavi di Pompei.

Questo sito intende raccontare le affascinanti tecniche di laboratorio e, perché no, invogliare gli studenti a intraprendere un percorso di studi che li porterà a fare proprio questa professione, mai così utile in un'Italia che continua a regalare preziose e fragilissime testimonianze ogni giorno.